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opere di Xavier De Juan-Creix
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XAVIER DE JUAN-CREIX : autoritratto di un poeta visionario
Testo di Dores Sacquegna

L’esperienza della luce, divina o terrena è al centro di tutto il suo lavoro dell’artista spagnolo Xavier De Juan-Creix.  Una luce che si contrappone all’ombra, facendo emergere i due poli opposti senza alcuna separazione. L’una incontra l’altra e nessuna è esclusa. Bene e male. Positivo e negativo. Essere e non essere. Nessuna opposizione ma congiunzione, unione, che poi è anche il sinonimo dell’identità dell’essere umano, della sua alterità e dell’ Ànthropos. Punto di partenza è il rapporto natura-dio per poi proseguire sull’esperienza umana e quindi sul rapporto uomo-ambiente alla ricerca sempre di un sé profondo e misterioso, diviso tra bene e male, tra mondi lontani e realtà presenti, tra mito e contemporaneità, tra tradizione e innovazione.  
Il contesto storico e la macchina per creare
In tutta la sua opera, che si parli di fotografia, musica, poesia, video art, troviamo riferimenti negli eroi trasgressivi di Jean Genet,  nei poeti della beat generation, nelle figure che popolano le opere di Antonin Artaud e di Samuel Beckett, nella cultura underground del cinema e della musica sperimentale. Artisti come John Cage, Gerhard Ruhm, Pierre Henry, Fluxus, Independent Group, Raymond Hains, hanno contribuito all’immaginario artistico di Xavier De Juan-Creix. Non mancano però, negli assemblaggi fotografici, i riferimenti al Dadaismo, al Surrealismo e alla Pop Art. 

Eroi e anti eroi si alternano nelle opere di De Juan-Creix, proponendo una nuova meccanica della drammaturgia: un teatro totale dove in ogni progetto mette in scena il simulacro della sua poesia interiore che lo contraddistingue dai suoi contemporanei. Una forma di travelling dall’interno verso l’esterno, che attraversa la cultura popolare della società del consumo, del voyeurismo, del cinemascope e del technicolor, superando le barriere fisiche ed esplorando il virtuale, come un viaggiatore che naviga nel tempo attraverso una macchina fantascientifica, galleggiando tra passato e presente, tra illusioni e certezze.
Nel suo Olimpo culturale, si alternano vita reale e finzione artistica,  creatività e follia, metodo e tecnologia,  stati di grazia e di paura...

Nel suo lavoro la verità emerge dalla luce come in un quadro rinascimentale. La luce stessa è fotosintesi della meraviglia, anche quando il combattimento della  natura e dei quattro elementi sembra restituirci l’aspetto terrifico del mondo. Xavi è il guerriero, il viaggiatore alchemico, colui che  fonde l’antico con il presente, il mitologico con il contemporaneo, l’inconscio psichico con quello tecnologico, metabolizzando e centrifugando porzioni di vita quotidiana con simbologie arcane e pagane, alla ricerca dell’uomo nuovo, del super eroe.

Textures e collage fotografici  che riassumono la sua ricerca sono: i “colages celestes” (2006);  la “ Caduta dei grandi uomini” (2007);  “Body Rock Structures” (2008), “Introspectiva de un sueño” (2008);  “Rinascita” (2007-2009); sino ai video-progetti che uniscono fotografia, arte in movimento, suono, poesia, narrazione tra cui  “Reorden” (2009-2010), che mette al centro del processo creativo il “RE”.

Altre opere interessanti sono le video-poesie di “Cueva de los Verdes” (2010); “Renoves” (2010); “Kidoku” (2010); “El Encarnador de Sueños” (2009) ; “Pino-Poesia” (2009) e “The Gilgamesh Project” (2004-2008), una ricerca sull’evoluzione della storia partendo dal testo antico dalla Epopea di Gilgamesh, che narra l'odissea del re mesopotamico Gilgamesh. Il progetto, presentato in diverse mostre internazionali, è un modo di raccontare la storia con una nuova estetica, fondendo passato e presente con una personale reinterpretazione che si arricchisce ogni giorno di più, grazie alle collaborazioni istituzionali e culturali, con artisti e collaboratori  che vi partecipano.


(Stralci della recensione critica Maggio 2015)
Xavier De Juan-Creix nasce in Spagna dove vive ed opera.
http://www.javierdejuancreix.com/
 

Tag(s) : #Visionnaire

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